La Fenice

Le opere restaurate

Come contribuire...

 

 

E' possibile partecipare all'iniziativa:

 

Donaziotramite bonifico bancario

intestato all'Associazione Siddharte

COD. IBAN: IT 95 Z031 2782 2900 0000 0002 599

specificando la causale: "Fondo restauri la Fenice"

 

Sostenendo la campagna di raccolta fondi

per il restauro della Madonna degli Artigiani

sulla piattaforma di crowdfunding Eppela

al seguente LINK

 

 

 

 

 

I beni culturali devono essere considerati una testimonianza materiale avente valore di civiltà. Testimonianza, dunque, di civiltà, storia e cultura, quindi che, in forza di un valore artistico riconosciuto, appartengono alla cultura e alla collettività, ne sono testimonianza storica e oggetto di educazione estetica, e sono per questo, oggetto di valorizzazione e di tutela.

Siddharte finanzierà il recupero di opere d'arte in cattive condizioni con l’istituzione del fondo “La Fenice di Milazzo”: attraverso quest’operazione, che si nutre di una raccolta fondi, sarà così possibile salvare dalla rovina i beni più a rischio per proteggere l’arte del territorio, impegnandosi per garantire la loro sopravvivenza e promuoverne la conoscenza. La decisione di costituire il fondo “La Fenice” è stata presa in seno a Siddharte, in occasione della mostra Tesori di Milazzo. Infatti durante la ricognizione del patrimonio artistico da esporre, è stato accertato lo stato di degrado, in alcuni casi avanzato, di numerosi manufatti artistici, fra i quali preziosissimi dipinti e paramenti sacri. Tali condizioni non hanno permesso di poter inserire nel percorso espositivo della mostra un numero considerevole di opere d'arte. Per attivare un circolo virtuoso che possa essere proseguito negli anni futuri, è nata l'idea di far risorgere il patrimonio d'arte di Milazzo attraverso il contributo concreto di tutti.

In tal senso risulta emblematica la scelta del simbolo che rappresenta la campagna: la Fenice, mitologico animale che risorge splendente dalle sue ceneri, è raffigurata nel paliotto del XVII sec. custodito al Duomo, che verrà esposto nelle sue condizioni attuali per l’intera durata della mostra per poi venire restaurata.

Beneficiari dell’operazione sopra esposta sono stati, in particolare, la Croce astile in argento e soprattutto il preziosissimo Velario, che è stato restaurato presso l’Edificio Cavalieri del Castello, permettendo così al pubblico di assistere alle fasi dell’intervento operato da Monica Cannillo.

 

L'intervento di restauro è stato effettuato da Monica Cannillo, specializzata nel restauro dei tessuti. Come per il Velario, si è trattato di un intervento "live" che ha permesso ai visitatori del Castello e della mostra di poter osservare dal vivo il certosino lavoro di recupero.

 

Il Paliotto raffigurante la Fenice è un esempio emblematico di manifattura messinese, inedito ed esposto per la prima volta in una mostra. La tipologia rientra in quella categoria di parati ricamati in filo serico e metallico prezioso, di cui il patrimonio tessile siciliano vanta considerevoli opere fortunatamente conservate nelle chiese o nei musei. La perizia tecnica e le modalità dell'esecuzione attestano le capacità nell'arte del ricamo di maestranze messinesi che, coordinate da una colta committenza hanno espresso reverenza nei confronti del culto religioso attraverso il segno e la bellezza.

Restauro LIVE del Paliotto della Fenice, XVIII sec.

Restauro LIVE del Velario quaresimale, XVIII sec.

 

L'intervento di restauro è stato èffettuato da Monica Cannillo. E' stato possibile, fino alla conclusione dei lavori, ammirare l’opera di ripristino della texture e delle immagini che compongono il Velario del 1791 realizzata su commissione per la chiesa mamertina di San Giacomo e successivamente custodita presso il Duomo di Santo Stefano.

 

Fra i manufatti di analoga tipologia , il telo quaresimale si distingue per il programma iconosgrafico complesso e ricco di suggestioni teologiche. Proveniente dalla chiesa di San Giacomo, la grande superficie di lino tinto accoglie, persino nelle parti decorative, allusioni cristologiche ed emblemi della Passione nel quadro di uno studiato sincretismo tra Antico e Nuovo Testamento . Conosciuti nella tradizione nordica come Fastentucher, i teli quaresimali si legano alla lettura del passo giovanneo sul nascondimento di Cristo durante la prima settimana di Passione secondo il calendario tridentino per essere rimossi dall'area presbiteriale la notte del Sabato Santo alla pronuncia del versetto "velum templi scissum est ".

 

Restauro della Croce Astile del 1779

 

 

L'intervento di restauro è stato eseguito da Rosaria Catania Cucchiara, l'opera restaurata è stata esposta nell'ambito della mostra Tesori di Milazzo.

 

La Croce processionale, in lamina d'argento su supporto ligneo, è arricchita da una doppia cornice mistilinea e da tabelle polilobe con specchiature dorate; la terminazione inferiore s'innesta su un nodo sagomato a vaso di notevoli dimensioni ornato da volute fogliacee ed elementi rocaille.

 

Sul recto è immessa la figura a tutto tondo del Christus Patients, in bronzo dorato a fuoco, inserita su una seconda sagoma a croce caratterizzata da campi sottosquadro lavorati a reticolato o a linee parallele.

Sulle terminazioni spiccano a rilievo, realizzate a cera persa, le immagini a mezzobusto degli Evangelisti: Luca con il toro, Giovanni con l'aquila e Matteo con l'angelo, in basso è applicato un medaglione tardo ottocentesco raffigurante la vergine con il bambino.